Notiziario Parrocchia SS. Annunziata Informazioni a cura di Don Antonio
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INDICE  
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1718 Il Miracolo della Manna
Copia del Sommario del Processo formato sopra la portentosa Resudazione dell’Effigie del Glorioso Principe S. Michele Arcangelo, nel
Sagro Monte della Città di Sala,
ut intus.
A. M. D. G .
Sommario del Processo formato ex officio dalla Vescovil Corte di Capaccio, sopra il Prodigio della Resudazione dell’Immagine delGlorioso S. Michele Arcangelo nel Monte verso oriente della Città di Sala, cominciata a di 17 Maggio del’anno 1715.
A di 7 Maggio 1718. Ad istanza del R. Fiscale di essa Corte dal Reverendissimo Signor Vicario Generale D. Nicolò Saraceni si ordina con
special Decreto la Cattura dell’informazione sopra tal Portento, ed insieme l’accesso per il di seguente 8 Maggio sudetto giornodell’Apparizione una cum Testibus insignoribus assumendis super faciem loci prò Verificazione expositorum, ed ad finem recognoscendi
locum, et mandat Testes haberi prò citatis.Lo stesso di 7 Maggio predetto esamina formiter cum Iuramento infrascritti Testi. Videlicet. Il Molto Reverendo D. Cosmo S. Martino
Vice Rettore della Parrocchial Chiesa di S. Leone di detta Città di anni 57, e il Magnifico Reverendo D. Geronimo Gatta Confessoreapprovato della stessa città d’anni 40, li quali deponeno: Come ritrovandosi situata una Cappella sotto il titolo del Glorioso S. Michele
Arcangelo sopra una pietra isolata, e da per tutto ventilata nella Sommità di un monte distante due miglia circiter dalla detta Città, e dentro
trovandosi dipinta al muro l’Immagine di S. Michele Glorioso molto antica, di maniera che non si ha memoria del suo origine, alla qualeavendo sempre tenuta grande Divozione il Popolo della Sala: facendovi ricorso processionalmente, non solo delle due feste annuali, ma
ancora molte altre volte per impetrare, ò serenità di tempo con cingere detta Cappella con un Cirino di Cera; ò pure per impetrare pioggiacon sciogliere detto Cento; Cantando l’Inno: Te Splendor. per antichissima consuetudine: qual Cappella per essere angusta da molti anni
s’ampliò con elemosine dè Fedeli. Essendo poi accaduto, che alli 14, 15, e 16 Maggio del riferito anno 1715 sortirono orribilissimeTempeste con danno notabile delle Campagne, si fè risoluzione di ricorrere all’Intercessione del sudetto Glorioso S.Michele; tanto più,
ch’esso Reverendo D. Geronimo dice averne fatto voto, perch in detto giorno 16 trovandosi in Campagna li cascò vicino un fulmine con
suo gran pericolo. Quindi la mattina del 17 Maggio sudetto giorno di Venerdi, quantunque esso D. Cosmo si trovasse Zoppo con dolore diginocchi S’incamminarono verso detta Venerabile Cappella, e furono Videlicet essi D. Cosmo e D. Geronimo, e più li RR. D. Matteo
Cestaro, e D. Giuseppe Bonagiunta con la seguela di più Verginelle Scalze, Scapillate, e coronate di Spine, ed altri appresso, e giunti chefurono avanti il Convento dè PP. Cappuccini, depone esso D. Cosmo, che li cessarono li dolori, ed arrivati finalmente in detta Cappella
cominciarono à dimandare le Grazie opportune a detto Santo, e poi Confessati tutti, e Comunicati nella Messa, che si cantò; mentre altretre si celebrarono privatamente, e Cantando la sudetta Messa esso D. Cosmo frà la Consegrazione, ed Elevazione del Calice, s’accorse
che la Immagine di detto Glorioso Santo, cominciava a vedersi umida, come allora fusse stata dipinta, e cominciava à grondare, e Scaturire
un licore acquoso simile a limpidissimo oglio, e terminata la Messa cominciossi la litania dè Santi, ed in proferire: Sancte Michael: ora pronobis, si rese più sensibile, e copiosa tal resudazione da tutta detta Sagra Immagine, qual cosi perseverò sino alla Sera, e detto Licore
Stimandolo miracoloso, e celeste riverentemente lo raccolsero con pezze di Bombace al meglio, che poterono; Spremendolo dentro leCarafine dell’Altare al meglio che poterono e poi lo trasportarono nella Parrocchial Chiesa di S. Pietro di detta Città, onde perch dopo
Serie di tempo non vi furono più tempeste, fù comunemente stimato, che tal Resudazione fusse vivo segno della Protezzione di dettoGlorioso Arcangelo, con che in rendimento di tante Grazie dal Reverendo Clero di detta Città, e dalla maggior parte del Popolo sotto li 21
Maggio medesimo si fè una Processione nella stessa Sagra Cappella, nel qual giorno replicò la medesima Resudazione qual p(a)rimente si
vidde ed osservò nelli seguenti altri giorni Videlicet, li 18, 19, 26,, e 30 dello stesso mese di Maggio, li 2, giorno di Domenica 5, 9, giornodi Pentecoste, 10, 29, e 30 del mese di Giugno seguente, e poi si replicò alli 29 Settembre festività di esso Glorioso Arcangelo, ed alli 21
Dicembre giorno di S. Tommaso Apostolo, e ciò nel Soprascitto anno 1715. Continuò poi alli 1, 3, 5, e 6 Gennaro seguente giornodell’Epifania, alli 8 Maggio altra Festività di S.Michele; alli 17 dello stesso mese, ed alli 29 Settembre altra sua festività, e ciò nell’anno
1716. Dippiù alli 24 Febbraio giorno di S.Mattia, come ancora in tutte le festività di esso Glorioso Principe degli Angeli nell’anno 1817.Deponeno dippiù che tal Resudazione sempre è sortita in concorso di Populo nel maggior fervore dell’orazione, e penitenze, e che la
stimano prodigiosa, e miracolosa, cosi essi, che quasi sempre l’hanno vista, ed osservata, come ancora moltissimi uomini delle Provincie di
Salerno; Basilicata; Cosenza; Terra di Lavoro, ed ancora della Repubblica di Lucca in Toscana, li quali l’hanno stimata, e giudicata non giàcosa naturale, ma prodigiosa, tanto più che avendo tal Licore, anzi la Bombace intinta di esso, dispensato à Fedeli, ne hanno ottenute molte
Grazie, e liberati da molte sorte d’Infermità, ed in particolare: Dice esso D.Cosmo che un figliuolo della Terra di Labriola di anni 15 tuttocionco, unto con detta S.Manna, divenne libero; ed esso D.Girolamo dice aver parlato con un’altro figliuolo della terra di Montesano, il
quale essendo muto, e per mezzo di detta unzione, ricevuta la grazia della loquela, la Madre l’aveva portato in detto Sagro luogo inrendimento di Grazie, come ancora moltissimi da vicini, e Lontani Paesi vi concorrono alla Divozione, e molti per render le Grazie ottenute:
essendo pubblica voce, e fama frà le persone Savie di detti luoghi, e Provincie, che detta Resudazione sia miracolosa come particolarmente
cosi l’ha stimata la detta Repubblica di Lucca, mentre il Reverendo Tesoriero di quella Chiesa avendone ottenuta una carrafinadall’Illustrissimo Monsignore D. Francesco Nicolò allora Vescovo di quella Diocesi di Capaccio subito ivi si collocò in ostenzioni di
argento, conservandosi con grandissima venerazione, secondo apparisce dall’attestato in forma valida venuto da detta Città con laRelazione del Prodigio in istampa.
A di 8 Maggio detto 1718 di mattina si fè l’accesso ordinato per il sudetto Reverendo Signor Vicario Generale Dottor, e ProtonotarioApostolico D.Nicolò Saraceni nella Cappella del Glorioso S. Michele sita nel sagro Monte due Miglia distante da detta Città di Sala
assunti, e chiamati con se l’infrascritti Testimoni., e circa le ore 16 furono introdotti nel Cappellino interiore di detta Chiesa, e proprio avanti
L’immagine del Glorioso S.Michele dipinta nel muro che ivi furono da esso Reverendo Signor Vicario richiesti, che esattamente, ediligentemente avessero osservata, e toccata con mani detta Sagra Immagine, conforme già fù da essi osservata, e toccata Secca, ed arida,
e cosi parimenti aridi, e Secchi osservarono le mura laterali cosi di detto Cappellino, come dell’Altare dell’istessa Sagra Immagine, comeancora della Chiesa esteriore. E poi aspettato lo spazio quasi di un’ora per la venuta della Processione composta da tutto il Clero; Religiosi;
Cittadini, e forastieri provegnienti da detta Città con la Statua portatile di S. Michele, quale riposta nel medesimo Cappellino interiore inCornu Evangelii dell’Altare, e Cantata sollennemente la Messa dall’istesso Signor Vicario coll’assistenza, e presenza delli detti Testimonii, ed
altri del Clero, e quella finita, pure la Sagrosanta Immagine si manteneva arida; ma sopraggiunti alcuni pietosi Sacerdoti, e Religiosi
Cappuccini, ed altri del Popolo in abito di Penitenza, recitando Inni, e Salmi penitenziali, e battendosi con flagelli, dopo lo Spazio quasi diun’altra ora cominciò pian piano detta Sagra Immagine dalla parte inferiore a resudare, cioè dalli ginocchi sino alla Testa, e da più in più a
gioccole, e gioccole grondare un Licore di Color Aureo per Spazio continuo di un’altra ora Circa, e di nuovo chiamati detti Testimoni fù daessi ad uno, ad uno osservato detto Licore, provveniente da detta Resudazione, e dopo fù ordinato a due Sacerdoti che vestiti di cotta, e
stola avessero raccolto detto Sagro Licore, conforme già colla Bombace raccogliendolo la conservarono in vasi di vetro, e dopo furono daesso Signor Vicario Essi Testimonii richiesti che avessero con giuramento deposto quanto avevano visto, osservato, e toccato.
Laonde lo stesso giorno 8 Maggio sudetto dal riferito Signor Vicario, e nello stesso Sagro Monte ad ore 19 circa si cominciò formiter
l’esame, e furono esaminati l’infrascritti Testimoni Videlicet:"Magnifico Domenico Rocco della Città di Napoli d’anni 38, ut dixit.
"Abbate Vincenzo Paradiso di Contursi Diocesi di Conza di anni 21, ut dixit."Magnifico Francesco Soldoviero di Auletta Diocesi di Conza di anni 34, ut dixit.
"Clerico Nicolò Marone Diocesi di Capaccio di S.Giacomo di anni 20, ut dixit."Magnifico Domenico Staino di Polla Diocesi di Capaccio di anni 28, ut dixit.
"Magnifico Dottor Anello Vinceprova di Padula Diocesi di Capaccio di anni 23, ut dixit., e continuato l’esame sino ad ore 23, si differi poi
per il Seguente giorno 9 dello stesso mese, quanto nel Vescovil Palaggio di detta Città di Sala si esaminarono l’infrascritti altri Videlicet:"Magnifico D.Nicolò Romano di detta Città di Sala d’anni 40, ut dixit,
"Magnifico D. Angelantonio Gatta di detta Città di anni 30, ut dixit."Magnifico Dottor Fisico Costantino Gatta di detta Città di anni 43, ut dixit.
"Magnifico D. Papirio Bigotti di detta Città di anni 40, ut dixit; li quali concordemente deponeno, che la mattina delli sudetti 8 Maggio 1718essendosi conferito ben per tempo il detto Reverendo Vicario Saraceni in detta Cappella nel Sagro Monte ivi assunse, e chiamò li
sopranotati testimoni, facendoli ad uno ad uno osservare la Situazione di detta cappella, cosi esteriore, come interiore, e particolarmente
facendoli osservare, e toccare con mani la Sacra Immagine del Glorioso S. Michele dipinta nel muro, quale viddero, osservarono, etoccarono arida, ed asciutta ancora il muro, con la diligenza di accostarvi lume acceso per miglior osservazione. Poi essendo giunta la
Processione provegnente da detta Città di Sala con una Statua del Glorioso Santo accompagnata dal Clero, Cappuccini, Confratarie, enumerosissimo popolo di Cittadini e forastieri, viddero che si ripose detta statua nel Cappellino interiore in Cornu Evangelii dell’Altare
dell’enunciata Sagra Immagine, e si cantò sollennemente la Messa da esso Signor Vicario, persistendo ancora dopo terminata detta Messala Sagra Immagine arida, ed asciutta. Dopo avendo alcuni pii Sacerdoti, come similmente detti Religiosi Cappuccini ed altri del Popolo dato
ripiglio alle mortificazioni: battendosi con se le discipline, e cantando Salmi penetinziali, con litanie, e fuori di detta Chiesa recitando il
numeroso Popolo il Santissimo Rosario, viddero ed osservarono, che la detta Sagrosanta Immagine nel fervore di tali orazioni, e penitenze,cominciò con umidirsi, e resudare un certo licore dalli ginocchi in sù, continuando le dette orazioni, e mortificazioni, si dilatò per tutta la
Sagra Immagine: con che manifestamente la viddero ed osservarono grondare detto Sagro licore qual cominciossi a raccogliere dalmedesimo Reverendo Signor Vicario, il quale chiamandoli c’è lo mostrò, e fece più praticamente osservare, e poi le fè finire di raccogliere
da due sacerdoti scalzi, vestiti di cotta, e stola, quali insuppandone la bombace lo spremerono dentro un vaso di (creta) vetro, durando talresudazione per lo spazio di un’ora circa: Cantandosi frà tanto il Tedeum, e Benedictus. Più deponeno che detta mattina il medesimo Signor
Vicario non fè trattenere più di 6 persone dentro detto Cappellino interiore dove stà dipinta detta Sagra Immagine, che avanti di essa non
fè stare accesi più di due lumi, e due altri avanti la Statua, eccetto che quando si cantò la Messa n fè accendere Sei, e terminata che fù sismorzarono; come ancora nella Cappella esteriore non fè trattenere più di 50 persone circa; bench altri entravano, ed uscivano.
Descrivono di vantaggio il Sito di detto Cappellino, dicendo essere situato sopra una pietra isolato, e ventilato da tre lati, e particolarmenteil lato dove stà dipinta la detta Sagra Immagine esposta a mezzogiorno; mentre il quarto lato comunica mediante un’arco colla Cappella
esteriore, e che detto Cappellino già fabbricato a volta, cioè lamia senza forami, o finestre, cosi dalla parte interiore, che esteriore, e dentrobene intonicato, e fuori ben incastrato, ed arricciato, e sopra coverto di Embrici; di maniera che non può ricevere umidità. In’oltre dicono
che tal resudazione la giudicano, e stimano miracolosa, e prodigiosa, come per tale la credono, e tutti comunemente l’affermano, non
potendosi considerare effetto, o causa naturale; tanto più che dopo terminata tal resudazione nella mattina sudetta, ritornati poi il giorno indetta Chiesa nuovamente osservarono la detta sagra Immagine arida ed asciutta, come l’avevano osservata prima del prodigio. Ed il Dottor
Fisico Magnifico Costantino Gatta oltre di tutto ciò che hanno deposto l’altri Testimoni afferma aver lui osservato la detta Sagra Immagineanco la notte precedente a detto di 8 Maggio, secca ed arida, e che la mattina accuratamente osservò, che non vi concorse per una causa
naturale abile a produrre un tale effetto; non essendo accaduto pioggia, caligine, nebbia, venti australi, o altra causa naturale, perlocchfermamente crede essere effetto soprannaturale; tanto più che per essere detta Cappella esposta alli reverberi del sole, e flagello di venti,
crede non poter naturalmente sortire l’effetto sudetto; avendo di più osservato nello stesso tempo della sagra Resudazione l’altri muri della
sudetta Chiesa, aridi, ed asciutti. Sussiegue il processo un pubblico attestato formato con giuramento dal magnifico Angelo Lucia, Suor Margherita Sua Sorella monica
domestica, e Magnifica Carmosina Giudice della Terra di S.Angelo Fasanella nullius Diocesis per mano di Notar Agnello Leggio dellastessa terra sotto la data del 18 Agosto 1720, nel quale li sopradetti Angelo, Suor Margherita; e Carmosina attestano Videlicet:
come esso Magnifico Angelo essendo cascato da Cavallo disgraziatamente con cascata mortale, con aversi spezzato l’osso sinistro delpetto, e stando a Letto con pericolo di morte con febbre acuta, nel di 10 del corrente mese di Agosto, quasi spedito da medici, e vedendo
essa Suor Margherita Sorella di esso Magnifico Angelo il pericolo di vita di esso suo fratello ricorse con le sue orazioni all’Onnipotente
Iddio e suoi Santi, ed in particolare al Glorioso S. Michelearcangelo, ricordandosi, che teneva nella sua camera una Carafina di Vetro
dentro eo, e frà il termine di due giorni s’alzò da letto Salvo dalla
sua pessima Infermità.
Nel mese di Agosto del corrente anno, essendomi ritrovato in detta mia Patria, fù similmente richiesto per parte di Anna di Giannatasio, la
quale era tormentata di fieri dolori articolari, e perciò essendo ricorsa alla protezzione di detto Glorioso Santo, me ne domandò il suo
Santo, e prezioso Licore; ed in effetto lo portai sino a Casa dove ritrovai il Reverendo D.Francescantonio Fortunato dal qua